ore di luce resta negativo fino al solstizio. Infatti solo da lì, giorno dopo giorno, il saldo torna in attivo e quindi anche l’alba comincia ad arrivare prima. L'etimologia della parola non è chiarissima, ma si suppone che derivi dal norreno Hjól e dall’anglosassone “Yula” che significano entrambi ”ruota”. Quindi è riferita alla "ruota dell'anno che si trova al suo estremo inferiore ed inizia a risalire”. Così il solstizio d’inverno segna il periodo in cui si festeggia Yule ed il maestoso ritorno del sole.
La celebrazione di Yule affonda le sue radici nelle tradizioni nordiche e germaniche, dove era celebrato come il ritorno del Sole. Questo tema di rinascita e rinnovamento è centrale in molte mitologie, riflettendo un archetipo universale tramandato attraverso secoli con narrazioni orali, della continuazione dell’eterno ciclo di vita, morte e rigenerazione.
Il clima parla di freddo, di natura simbolicamente morta, di nebbia interiore e buio ed è una fase di letargo utile a tirare i remi in barca e lavorare nell’inconscio.. 
Come avevo preannunciato nel “Post” precedente dal un punto di vista energetico, quello che accade tra il sabba di Samhain e Yule è un passaggio archetipico molto potente, che li collega ed è anche chiamano “il viaggio verso la Crona”che veniva ritualizzato con la luce. Infatti, presso i celti era in uso un rito in cui le donne attendevano, immerse nell’oscurità, l’arrivo della luce/candela portata dagli uomini con cui veniva acceso il fuoco, per poi festeggiare tutti insieme la luce intorno al fuoco.
Così a Yule l’oscurità raggiunge il suo picco per poi lasciare il posto alla luce che risplenderà nel Sabba successivo di Imbolc. In questo contesto, il solstizio d’inverno è un tempo per “piantare i semi del cambiamento e dell’intenzione”, gettando le basi per un rinnovo a tutti i livelli: spirituale, emotivo e fisico.
È interessante sapere che dal punto di vista astrologico corrisponde, con l’ingresso del Sole nel segno del Capricorno, governato da Saturno. Saturno è il grande maestro, noto per insegnare attraverso prove, restrizioni e disciplina. Le cui lezioni riguardano la pazienza, l’integrità e la costruzione di solide basi. Invitando anch’esso alla riflessione di quanto è stato costruito e su quali strutture della vita necessitano di attenzione o ridefinizione.
Altre culture che menzionano questa data
Secondo gli antichi Romani questo periodo era il tempo dei Saturnali che si tenevano dal 17 al 23 dicembre ed erano festività dedicate al Dio Saturno/Kronos. Secondo la mitologia è l’iniziatore di tutte le cose terrestri, ma anche della nostra caduca mortalità. Quando il Tempo inizia, tutto è destinato a finire, e senza di esso la nostra vita non avrebbe ritmo e scopo.
Anche secondo le tradizioni orientali, come il Buddismo e il Taoismo, offrono prospettive sul significato trasformativo del solstizio d’inverno. Secondo cui questo periodo è ideale per la contemplazione e l’accettazione dei cicli naturali di nascita, morte e rinascita. Mentre il Taoismo vede l’equilibrio tra Yin e Yang come un tema centrale, dove l’oscurità (Yin - femminile e lunare) è il terreno fertile da cui emerge la nuova luce (Yang - maschile e solare).
Il Natale e' la versione cristiana della rinascita del sole, fissato secondo la tradizione al 25 dicembre dal papa Giulio I (337 -352) per il duplice scopo di celebrare Gesù Cristo come "Sole di giustizia" e creare una celebrazione alternativa alla più popolare festa pagana.

I simboli di Yule

Yule
Due temi principali si intrecciano e si sovrappongono. Uno era la morte del Vecchio Sole e la nascita del Sole Bambino, l’altro il tema vegetale che narrava la sconfitta del Dio Agrifoglio, Re dell'Anno Calante, ad opera del Dio Quercia, Re dell'Anno Crescente. Quindi vengono utilizzati, il ceppo di legno (di quercia o di frassino) che veniva adornato con ghirlande sempreverdi e con rami di diverse piante a bacche rosse il tutto stretto da una corda e spesso venivano poste su di esso, delle candele per scacciare gli spiriti malvagi, che si celano nelle tenebre. I colori usati in questa festività sono: il bianco, verde, rosso, oro e argento che rimandano alla continuità della vita ed alla promessa di rinascita , come pure al ritorno del sole con il suo calore.
Anche l’abete un simbolo entrato nella tradizione, perché è un albero sempre verde, che porta speranza nell’animo degli uomini visto che non muore mai, neppure nel periodo più freddo e difficile dell’anno. Oltre a ciò era considerato un simbolo fallico, di fertilità ed abbondanza associato alle divinità maschili di forza e vitalità. Ecco che addobbarlo, prendeva quindi i connotati di un piccolo rito casalingo che portava fortuna ed abbondanza alla famiglia. Però molto probabilmente ai tempi veniva addobbato con frutta secca, mele e con pani tipo gli omini di spezie o le arance secche (simbolo del sole) e stecche di cannella, considerate anche esse di buon auspicio e in grado di purificare l’ambiente da energie negative.

Oggigiorno, addobbare l’albero di Natale con le luci, ricorda il rituale del grande falò dell’abete, che spesso si prolungava fino all’attuale festa della Befana. Infatti secondo le summenzionate popolazioni europee, con il fuoco dell’abete, si bruciavano simbolicamente le negatività del passato. Comunque, la pianta sacra per eccellenza è il vischio, pianta simbolo della vita in quanto le sue bacche bianche e traslucide somigliano allo sperma maschile. Inoltre era considerata importante per i Gallo-Celti, anche come elemento apportatore di buona sorte dato che considerava questa pianta come magica e sacra perché, pur senza radici, riusciva a vivere su un'altra specie. Le leggende che considerano il vischio strettamente connesso al cielo ed alla guarigione di tutti i mali si ritrovano anche in altre civiltà, come ad esempio presso gli Ainu giapponesi o presso i Valo, una popolazione africana.

Modi per festeggiare un po diversi
Attraverso la magia cerimoniale con presenza del "Qui ed Ora" grazie alla salvia (normale o bianca) si può fare un rituale di purificazione e benedizione. Se si ha una casa di due piani bisogna iniziare dall’alto, aprendo le finestre del pian terreno.
Alzati all'alba a salutare il nuovo sole e digli ad alta voce i tuoi desideri. Oppure accendi candele o luci (con un intenzione particolare) per rappresentare la nascita delle nostre speranze per il nuovo anno.
Così si svolge la celebrazione, dell'accensione del ciocco che ho menzionato prima. Se non hai un caminetto, puoi accenderlo in giardino, o in un prato insieme agli amici. Prendi un grosso pezzo di legno di quercia e ornalo con rametti di varie piante (meglio se secchi): il tasso (a indicare la morte dell'anno calante), l'agrifoglio (anno calante), l'edera (la pianta del dio solstiziale) e la betulla (albero delle nascite e dei nuovi inizi). Si legano i rametti al ciocco usando un nastro rosso (possibilmente di fibra naturale).
Se hai celebrato questo rito anche l'anno precedente ed hai un pezzo non combusto del vecchio ciocco, accendi il fuoco con questo, dicendo: "Come il vecchio ciocco è consumato, così lo sia anche l'anno passato". Quando il ciocco prende fuoco si dice: "Come il nuovo ciocco è acceso, cosi inizi il nuovo anno senza peso". Una volta che il fuoco è acceso osserviamo le sue fiamme e meditiamo sulla rinascita della luce e sulla nostra rinascita interiore. Accogliamo le nostre speranze, i nostri sogni per il futuro e salutiamo questa luce. Brindiamo con poi con tè o vin brulè e più tardi le ceneri del ciocco potranno essere sparse nel nostro giardino o nei vasi delle piante che teniamo in casa per propiziare la salute e la fertilità della vegetazione, ringraziando Madre Terra
Olio per Yule
5mL di olio di pino
5mL di olio di cannella
5mL di olio di oliva
1 cucchiaio di radice di zenzero rotta a piccoli pezzi
3 cucchiai di sale marino
Usatelo per ungere le candele (la cannella può irritare la pelle!)

Per quanto riguarda il cibo, gli alimenti tradizionali sono le noci, la frutta come mele e pere, i dolci con il cumino, bagnati col sidro.

CONCLUSIONE
Sebbene questo dovrebbe essere un momento di ritiro ed un salutare riposo solstiziale, purtroppo tutto congiura contro. Infatti questo periodo dell'anno, per l'accumularsi di celebrazioni, feste e acquisti di regali può portare a stress e ansia. La forzata allegria, la routine quotidiana, il consumismo esasperato, sono tutti elementi che possono condurre a sentimenti di depressione e isolamento.
Secondo me il Natale non deve essere preso solo come un periodo legato  a cose ed atti materiali ma alla famiglia ed all'amicizia, e soprattutto essere legato alla spiritualità. Diventando così un periodo dedicato al riposo ed all’introspezione come la natura va in “letargo” anche noi dovremmo cercare di ritagliarci più momenti relax.
Ancora oggi, il solstizio invita a riflettere sul rapporto tra l’uomo e la natura, ricordando che ogni fase di buio è parte di un ciclo più ampio che conduce, inevitabilmente, a una nuova rinascita ed alla luce.
Buone feste